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Capire i titoli di Stato

BOT o BTP: le differenze fra i titoli di Stato italiani

BOT e BTP a confronto: quanto durano, come pagano gli interessi, come oscilla il prezzo, cosa succede quando scadono, come sono tassati. Con esempi in euro.

di Matteo Todeschi · · 6 min di lettura

In breve

  • I BOT durano al massimo un anno e non pagano cedole: si comprano sotto 100 e alla scadenza rimborsano 100. I BTP durano da 18 mesi a 50 anni e pagano una cedola fissa ogni sei mesi.
  • Con un BOT a 12 mesi comprato a 97, su 10.000 euro nominali il guadagno è di 300 euro lordi, circa il 3,1% in un anno; al netto della tassa del 12,5% circa il 2,7%.
  • Il prezzo di un BOT si muove poco quando cambiano i tassi; quello di un BTP lungo molto di più: se i rendimenti salgono di un punto, un BOT a un anno perde circa l’1%, un BTP a 10 anni circa l’8%.
  • In cambio, chi rinnova i BOT ogni anno non sa a quale tasso reinvestirà; chi compra un BTP blocca la cedola fino alla scadenza.
  • Sul mercato, a parità di scadenza, BOT e BTP rendono quasi uguale: un BTP a un anno dalla fine funziona come un BOT. Le tasse sono le stesse, il 12,5%.

BOT e BTP sono titoli di Stato italiani: si comprano da 1.000 euro nominali e sugli interessi si paga il 12,5%. La differenza principale è la durata. Un BOT scade entro un anno e non paga cedole, mentre un BTP dura da 18 mesi a 50 anni e paga una cedola ogni sei mesi.

Dalla durata dipende quasi tutto il resto: quanto si muove il prezzo quando cambiano i tassi, cosa fare dei soldi alla scadenza e in quale momento si pagano le tasse.

Le differenze in una tabella

BOT BTP
Nome Buoni Ordinari del Tesoro Buoni del Tesoro Poliennali
Durata all’emissione fino a 12 mesi da 18 mesi a 50 anni
Interessi nessuna cedola: si compra sotto 100, si riceve 100 cedola fissa ogni sei mesi
Prezzo se cambiano i tassi si muove poco si muove tanto più quanto è lunga la scadenza
Alla scadenza si reinveste ai tassi del momento la cedola resta la stessa fino alla fine
Tasse 12,5%, trattenuta subito all’emissione 12,5%, trattenuta su ogni cedola
Taglio minimo 1.000 € 1.000 €

I BOT, secondo il Ministero dell’Economia, si emettono a 3, 6 e 12 mesi, o con altre durate entro l’anno. I BTP da 18 mesi fino a 50 anni: come funzionano lo spiega l’articolo su cosa sono i BTP.

Come guadagna un BOT

Un BOT non paga cedole. Si compra a un prezzo inferiore a 100 e alla scadenza viene rimborsato a 100: la differenza è l’interesse, che in gergo si chiama scarto di emissione.

Un esempio con un BOT ipotetico a 12 mesi, comprato a 97 per 10.000 euro nominali:

Importo
Prezzo pagato 9.700 €
Rimborso alla scadenza 10.000 €
Guadagno lordo 300 €
Tassa del 12,5% 37,50 €
Guadagno netto 262,50 €

Il rendimento lordo è circa il 3,1% in un anno: 300 euro guadagnati su 9.700 investiti. Per i BOT comprati all’emissione la tassa si paga subito: la banca la trattiene al momento dell’acquisto, perché il guadagno è già noto. Si spendono così 9.737,50 euro per riceverne 10.000, circa il 2,7% netto.

Come guadagna un BTP

Un BTP paga una cedola fissa ogni sei mesi, calcolata sul valore nominale, e alla scadenza rimborsa 100. Con 10.000 euro nominali e cedola del 3% si incassano 150 euro lordi a semestre, 131,25 euro netti, per tutta la durata del titolo.

Chi compra un BTP già in circolazione, in Borsa, lo paga al prezzo di mercato, che può essere sopra o sotto 100: per questo la cedola non coincide con il rendimento, come spiega l’articolo su cedola e rendimento.

Sul mercato, a parità di scadenza, si somigliano

La differenza fra BOT e BTP è netta all’emissione, molto meno sul mercato. Un BTP emesso anni fa, a cui manca un anno alla scadenza, funziona quasi come un BOT: paga ancora una o due cedole e poi rimborsa 100. Il mercato lo prezza di conseguenza, e il rendimento finisce vicino a quello di un BOT con la stessa scadenza, come mostra il confronto con i prezzi di oggi in cima alla pagina.

Per chi cerca un titolo che scada fra pochi mesi, quindi, la scelta non è fra “BOT” e “BTP” ma fra titoli con la stessa scadenza: nella tabella dei titoli si possono filtrare per anno e confrontare per rendimento netto. Fa eccezione un BTP con una cedola molto alta, comprato sopra 100: al netto delle tasse rende meno, perché la perdita alla scadenza non riduce le tasse sulle cedole.

Il prezzo: quanto si muove

Se i rendimenti di mercato salgono, il prezzo dei titoli già emessi scende; se scendono, sale. Quanto, dipende dalla durata, misurata dalla duration come spiega Borsa Italiana:

Titolo Prezzo se i rendimenti salgono di un punto
BOT a 12 mesi circa -1%
BTP a 5 anni circa -4,4%
BTP a 10 anni circa -8%
BTP a 30 anni circa -17%

Per un BOT l’oscillazione è piccola, e comunque dura pochi mesi. Per un BTP lungo può valere quanto molti anni di cedole: conta se c’è la possibilità di dover vendere prima della scadenza.

Il reinvestimento: il rischio di chi sceglie i BOT

Chi usa i BOT per un orizzonte di più anni deve rinnovarli a ogni scadenza, al tasso di quel momento, che nessuno conosce in anticipo. Chi compra un BTP, invece, blocca la cedola fino alla fine.

Un esempio ipotetico con 10.000 euro per 5 anni: BOT rinnovati ogni anno, con gli interessi reinvestiti, oppure un BTP a 5 anni con cedola del 3%, comprato a 100. Interessi lordi in 5 anni:

Tassi dei BOT negli anni BOT rinnovati BTP al 3%
in calo: 3%, 2%, 1,5%, 1%, 1% 878 € 1.500 €
fermi al 3% 1.593 € 1.500 €
in salita: 3%, 4%, 5%, 5%, 5% 2.400 € 1.500 €

Con i tassi fermi la differenza è dovuta solo al reinvestimento degli interessi dei BOT; reinvestendo anche le cedole del BTP, i due risultati sarebbero quasi uguali. Il punto è un altro: con i BOT il risultato dipende dai tassi futuri, nel bene e nel male; con il BTP è fissato dall’inizio, a patto di tenerlo fino alla scadenza.

Come si comprano e quanto costano

Entrambi si comprano all’emissione, chiedendo alla propria banca di partecipare all’asta, oppure in Borsa in qualunque giorno. Le aste però funzionano in modo diverso: per i BOT si fanno offerte sul rendimento, ogni mese; per i BTP il Tesoro fissa prezzo e quantità in base alle offerte.

Per chi compra all’asta, la banca può chiedere sui BOT una commissione massima fissata dal Ministero, dallo 0,03% allo 0,15% del capitale a seconda della durata. In Borsa si pagano le commissioni dell’intermediario, che sui BOT pesano di più perché si dividono su pochi mesi: una commissione di 10 euro su 2.000 euro a un anno toglie circa mezzo punto di rendimento. Si paga poi, per entrambi, il bollo dello 0,2% l’anno sul conto titoli. I passaggi pratici sono quelli per comprare BTP e BOT.

Le tasse: le stesse, in momenti diversi

BOT e BTP pagano il 12,5% sugli interessi e sui guadagni, sono esenti dall’imposta di successione e sono esclusi dall’ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare, insieme agli altri titoli di Stato. Cambia solo il momento: sui BOT comprati all’emissione la tassa si trattiene subito, sui BTP a ogni cedola e, alla vendita o al rimborso, sull’eventuale guadagno di prezzo. Il quadro completo è quello della tassazione dei BTP.

Da cosa dipende la scelta

Più del nome, conta quando ti serviranno i soldi:

  • entro un anno: un titolo che scade entro l’anno, BOT o BTP vicino alla scadenza, evita di dover vendere a un prezzo incerto;
  • fra qualche anno: un BTP con una scadenza vicina a quella data blocca la cedola; una serie di BOT lascia il risultato ai tassi futuri;
  • non lo sai ancora: i titoli brevi oscillano poco, ma vanno rinnovati spesso, con costi e tassi che cambiano.

Il metodo completo, che parte dall’orizzonte e arriva a rendimento netto, costi e tasse, è nella guida su come scegliere un’obbligazione.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra BOT e BTP?

La durata e il modo di pagare gli interessi. I BOT durano al massimo un anno e non hanno cedole: il guadagno è la differenza fra il prezzo pagato, sotto 100, e il rimborso a 100. I BTP durano da 18 mesi a 50 anni e pagano una cedola fissa ogni sei mesi. Emittente, taglio minimo e tasse sono gli stessi.

Rendono di più i BOT o i BTP?

Dipende dalla scadenza, non dal nome. Di solito i titoli più lunghi rendono di più, quindi un BTP a 10 anni rende più di un BOT a 12 mesi. A parità di scadenza, invece, un BOT e un BTP vicino alla scadenza rendono quasi uguale.

Come si calcola il rendimento di un BOT?

Dalla differenza fra il prezzo pagato e il rimborso a 100, rapportata al prezzo e alla durata. Un BOT a un anno comprato a 97 guadagna 3 euro ogni 97 investiti, circa il 3,1% lordo. Il Tesoro calcola il rendimento dei BOT su un anno di 360 giorni.

Quando si pagano le tasse sui BOT?

Per i BOT comprati all’emissione la tassa del 12,5% sul guadagno viene trattenuta subito, al momento della sottoscrizione, perché il rendimento è già noto. Sui BTP la tassa si trattiene su ogni cedola e, alla vendita o al rimborso, sull’eventuale guadagno di prezzo.

Meglio BOT o BTP per i risparmi di breve periodo?

Per soldi che servono entro un anno, un titolo che scade entro un anno, BOT o BTP vicino alla scadenza, evita di dover vendere a un prezzo incerto. Per orizzonti più lunghi i BOT vanno rinnovati a ogni scadenza, ai tassi di quel momento, mentre un BTP blocca la cedola fino alla fine.

BOT e BTP si possono vendere prima della scadenza?

Sì, entrambi si vendono in Borsa in qualunque giorno, al prezzo di mercato. Il prezzo dei BOT oscilla poco perché durano poco; quello dei BTP lunghi può allontanarsi molto dal prezzo pagato.

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