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Capire i titoli di Stato

Cedola e rendimento di un BTP: che differenza c’è?

Una cedola più alta non vuol dire un rendimento più alto: come contano prezzo, rimborso, tempo e tasse, con esempi in euro e due BTP di oggi a confronto.

di Matteo Todeschi · · 6 min di lettura

In breve

  • La cedola è l’interesse annuo lordo calcolato sul valore nominale: un BTP con cedola del 3% paga 300 euro l’anno ogni 10.000 euro nominali, in due rate, qualunque sia il prezzo pagato.
  • Il rendimento a scadenza mette insieme prezzo pagato, cedole, rimborso a 100 e date dei pagamenti. È la misura che rende confrontabili titoli con cedole, prezzi e scadenze diversi.
  • Lo stesso BTP con cedola del 3% e 5 anni alla scadenza rende circa il 4,16% lordo se comprato a 95 e circa l’1,96% se comprato a 105.
  • Fra BTP con la stessa scadenza, una cedola più alta di solito si accompagna a un prezzo più alto, e i rendimenti lordi finiscono vicini.
  • Al netto delle tasse la cedola alta può pesare: se il titolo è comprato sopra 100, la perdita a scadenza non riduce le tasse già pagate sulle cedole.

Una cedola del 4% sembra dire tutto: presto 100, ricevo 4 l’anno. Per chi compra un BTP già in circolazione non è così, perché il prezzo di mercato quasi mai è 100. La cedola descrive i pagamenti; il rendimento dice quanto rendono quei pagamenti rispetto a quello che paghi oggi.

Cos’è la cedola

La cedola è l’interesse che il titolo paga, espresso come percentuale annua del valore nominale, cioè della somma che lo Stato rimborserà alla scadenza. Nei BTP a tasso fisso è stabilita all’emissione e arriva ogni sei mesi, come indica il Ministero dell’Economia.

Un esempio: 10.000 euro nominali con cedola del 3% pagano 300 euro lordi l’anno, in due rate da 150 euro. Dopo la tassa del 12,5% restano 262,50 euro l’anno. Questi importi non cambiano se il titolo l’hai pagato 9.500 euro o 10.500: la cedola si calcola sempre sul nominale.

Non tutti i titoli di Stato funzionano così. I BOT non hanno cedola: di norma si comprano sotto 100 e il guadagno è tutto nella differenza con il rimborso. I BTP Valore hanno cedole che crescono nel tempo secondo un calendario fissato all’emissione. Nei BTP Italia e nei BTP€i la cedola si applica a un capitale che segue l’inflazione.

Cos’è il rendimento a scadenza

Il rendimento effettivo a scadenza è il tasso annuo che mette in equilibrio quello che paghi oggi con tutto quello che incasserai: le cedole, alle loro date, e il rimborso finale a 100. Si ottiene come tasso interno di rendimento dei flussi, ed è la misura che Borsa Italiana usa per confrontare titoli diversi.

Tre condizioni vanno tenute a mente:

  • vale se tieni il titolo fino alla scadenza: se vendi prima, conta il prezzo di quel giorno;
  • presuppone che lo Stato paghi cedole e rimborso;
  • come misura di rendimento composto, presuppone che le cedole incassate si possano reinvestire allo stesso tasso.

Anche a 100 il rendimento non coincide esattamente con la cedola: un BTP con cedola del 3% comprato alla pari rende il 3,02% annuo, perché le cedole arrivano ogni sei mesi e il rendimento si esprime su base annua composta.

Lo stesso BTP comprato a tre prezzi

Prendiamo un BTP ipotetico con 10.000 euro nominali, cedola del 3% e 5 anni esatti alla scadenza, comprato subito dopo il pagamento di una cedola, senza commissioni. A 95 costa 9.500 euro, a 100 ne costa 10.000, a 105 ne costa 10.500. Nella tabella le cedole sono quelle lorde dei 5 anni e “alla scadenza” è il rimborso di 10.000 euro meno quello che hai speso.

Prezzo Cedole Alla scadenza Lordo Netto
95 1.500 € +500 € 4,16% 3,64%
100 1.500 € 0 € 3,02% 2,64%
105 1.500 € -500 € 1,96% 1,59%

Le cedole sono le stesse nei tre casi. Cambia quello che succede alla scadenza: chi ha pagato 95 incassa 500 euro in più di quanto ha speso, chi ha pagato 105 ne perde 500. Distribuiti su cinque anni, quei 500 euro spostano il rendimento di più di un punto l’anno in un senso o nell’altro.

Perché due BTP con cedole diverse rendono quasi uguale

Sul mercato i prezzi si aggiustano finché titoli simili offrono rendimenti simili. Un BTP emesso anni fa con una cedola bassa, quando i tassi erano più bassi, oggi si compra sotto 100; uno emesso con una cedola alta si compra sopra 100. Lo sconto o il sovrapprezzo compensano la differenza di cedola, e i rendimenti lordi a parità di scadenza finiscono vicini, come mostra il confronto con i prezzi di oggi in cima alla pagina.

Restano però tre differenze concrete:

  • quando arrivano i soldi: la cedola alta paga di più durante la vita del titolo, la cedola bassa concentra il guadagno alla scadenza;
  • quanto oscilla il prezzo: a parità di scadenza, il titolo con cedola bassa reagisce un po’ di più ai cambiamenti dei tassi, perché una parte maggiore del valore arriva alla fine. Cosa significa se vendi prima lo spiega l’articolo su vendere un BTP prima della scadenza;
  • le tasse, che spesso fanno la differenza maggiore.

Le tasse: dove la cedola alta può pesare

Sui titoli di Stato si paga il 12,5% sia sulle cedole sia sul guadagno fra prezzo pagato e rimborso. Il trattamento però non è simmetrico:

  • comprato sotto 100, il guadagno alla scadenza è tassato al 12,5%, come le cedole;
  • comprato sopra 100, la perdita alla scadenza è una minusvalenza: non riduce le tasse già trattenute sulle cedole, perché fiscalmente cedole e perdite appartengono a categorie diverse. Si può usare solo per ridurre le tasse su guadagni futuri dello stesso tipo, entro quattro anni.

Per questo un BTP comprato sopra la pari perde in tasse una parte maggiore del suo rendimento. Nella tabella, a 95 le tasse si portano via il 12,5% del rendimento lordo, dal 4,16% al 3,64%; a 105 circa il 19%, dall’1,96% all’1,59%. Il confronto con i prezzi di oggi, in cima alla pagina, permette di vedere l’effetto su due titoli veri. Il rendimento netto di BTPfinder segue questa regola e non conta minusvalenze che potresti recuperare in futuro, perché dipendono dalla situazione di ciascuno. Come si passa dal lordo al netto, e cosa resta fuori come bollo e commissioni, lo approfondisce l’articolo sulla tassazione dei BTP.

Il rateo: perché paghi più del prezzo

Il prezzo di Borsa è il corso secco, senza gli interessi maturati. Se compri fra due cedole, paghi in più al venditore il rateo, cioè la parte di cedola maturata dall’ultimo pagamento, al netto della tassa. Lo recuperi con la cedola successiva, che incassi per intero.

Con 10.000 euro nominali e cedola del 3%, tre mesi dopo l’ultimo pagamento il rateo vale circa 75 euro lordi, circa 66 euro dopo la tassa. Come funziona lo spiega Borsa Italiana; il rendimento calcolato da BTPfinder ne tiene conto, perché parte da quanto paghi davvero, rateo compreso.

Come leggere cedola e rendimento su BTPfinder

Nella tabella dei titoli quotati la colonna della cedola descrive i pagamenti, mentre lordo e netto sono il rendimento a scadenza calcolato da BTPfinder sul prezzo di chiusura, con le ipotesi spiegate nella metodologia. Il netto toglie la tassa del 12,5% ma non il bollo dello 0,2% annuo né le commissioni dell’intermediario, che dipendono da quanto investi e da come compri.

Per un caso preciso, con il tuo nominale e le tue commissioni, c’è il calcolatore del rendimento. Prezzo sotto e sopra la pari hanno anche altre conseguenze, dal rischio alle tasse, che l’articolo sui BTP sotto la pari affronta per esteso.

Domande frequenti

Un BTP con cedola del 4% rende sempre il 4%?

No. La cedola del 4% indica gli interessi annui lordi sul valore nominale. Il rendimento dipende anche dal prezzo pagato e dal tempo che manca alla scadenza: comprato sotto 100 rende più della cedola, comprato sopra 100 rende meno.

Meglio un BTP con cedola alta o con cedola bassa?

Dipende da cosa si cerca. A parità di scadenza i rendimenti lordi tendono a essere vicini. La cedola alta porta più soldi durante la vita del titolo, ma di solito costa sopra 100 e al netto delle tasse può rendere meno; la cedola bassa costa sotto 100, paga di più alla scadenza e il suo prezzo oscilla di più quando cambiano i tassi.

Come si calcola la cedola netta di un BTP?

Si toglie la tassa del 12,5% dalla cedola lorda. Con 10.000 euro nominali e cedola del 3% la cedola lorda annua è di 300 euro, quella netta di 262,50 euro, pagata in due rate da 131,25 euro.

Che cos’è il rendimento effettivo a scadenza?

È il tasso annuo che rende uguale il prezzo pagato oggi al valore di tutti i pagamenti futuri: cedole e rimborso. Vale se si tiene il titolo fino alla scadenza e lo Stato rispetta gli impegni; presuppone anche che le cedole possano essere reinvestite allo stesso tasso.

Se il prezzo del BTP scende, scende anche la cedola?

No. In un BTP a tasso fisso la cedola è fissata all’emissione e si calcola sul valore nominale: resta la stessa qualunque sia il prezzo di mercato. Cambia invece il rendimento per chi compra in quel momento.

Che cos’è il rateo e perché lo pago?

È la parte di cedola maturata dall’ultimo pagamento al giorno dell’acquisto. Chi compra la versa al venditore, al netto della tassa, e la recupera con la cedola successiva, che incassa per intero. Per questo l’addebito può superare il prezzo per il nominale.

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