Cosa sono i BTP e come funzionano
I BTP spiegati da zero: cosa sono, come pagano le cedole, come si leggono nome e prezzo, quali famiglie esistono, come si comprano e come sono tassati.
di Matteo Todeschi · · 7 min di lettura
In breve
- I BTP, Buoni del Tesoro Poliennali, sono titoli con cui lo Stato italiano prende in prestito denaro per un periodo che va da 18 mesi a 50 anni.
- Pagano una cedola fissa ogni sei mesi, calcolata sul valore nominale, e alla scadenza rimborsano il capitale in un’unica soluzione: con 10.000 euro e cedola del 3,5% si incassano 175 euro lordi a semestre.
- Si comprano all’emissione, tramite la banca che partecipa alle aste, oppure in Borsa in qualunque giorno, da 1.000 euro. In Borsa il prezzo cambia ogni giorno.
- Oltre ai BTP a tasso fisso esistono famiglie con regole diverse: BTP Green, BTP Valore, BTP Italia, BTP€i e altre.
- Interessi e guadagni sono tassati al 12,5%; i titoli di Stato sono esenti dall’imposta di successione e, fino a 50.000 euro, esclusi dall’ISEE.
Il BTP è il titolo di Stato più diffuso in Italia, e quello che quasi tutti hanno sentito nominare almeno una volta. Funziona in modo semplice, ma alcune parole, come cedola, nominale, prezzo e rateo, vanno capite bene prima di comprarne uno. Questo articolo le spiega una alla volta, con un esempio in euro.
Cos’è un BTP
BTP sta per Buoni del Tesoro Poliennali. Sono titoli con cui lo Stato italiano, attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, prende in prestito denaro dai risparmiatori e dagli investitori. Chi compra un BTP presta soldi allo Stato, che si impegna a:
- pagare un interesse fisso, la cedola, ogni sei mesi;
- restituire il capitale alla scadenza, in un’unica soluzione.
Secondo il Ministero dell’Economia, i BTP vengono emessi con durate di 18 mesi, 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni. Il taglio minimo è di 1.000 euro e si può comprare qualunque multiplo di 1.000.
I BTP sono diversi dai BOT, i Buoni Ordinari del Tesoro, che durano al massimo un anno e non pagano cedole: le differenze fra BOT e BTP vanno oltre la sola durata.
Come funziona, in un esempio
Prendiamo un BTP ipotetico che dura 10 anni, con cedola del 3,5%, comprato all’emissione a 100 per 10.000 euro nominali.
| Quando | Cosa ricevi, lordo | Netto, dopo il 12,5% |
|---|---|---|
| Ogni sei mesi, per 10 anni | 175 € di cedola | 153,13 € |
| In totale, in 20 cedole | 3.500 € | 3.062,50 € |
| Alla scadenza | 10.000 € di rimborso | 10.000 € |
La cedola del 3,5% è annua e si calcola sul valore nominale, i 10.000 euro: 350 euro l’anno, divisi in due rate da 175. Gli importi non cambiano nel tempo, qualunque cosa succeda ai tassi di mercato, ed è per questo che si parla di BTP a tasso fisso.
Come si legge il nome di un BTP
Sui siti delle banche e su BTPfinder un BTP si presenta con un nome come “BTP 01/08/2031 0,6%”. Contiene le due informazioni principali:
- la data di scadenza, il 1° agosto 2031, quando viene rimborsato il capitale;
- la cedola annua, lo 0,6%, pagata in due rate.
Ogni titolo ha poi un codice ISIN, che lo identifica in modo univoco: per i titoli di Stato italiani inizia con IT. È il codice da usare quando si dà un ordine alla banca o al broker. Alcuni nomi riportano anche la dicitura “No CACs”, che riguarda le clausole di azione collettiva: i titoli più vecchi non le hanno.
Prezzo, rateo e rendimento
Un BTP già emesso si compra e si vende in Borsa, e il suo prezzo si esprime su base 100: 100 è il valore nominale che verrà rimborsato alla scadenza. Un prezzo di 97 vuol dire che 10.000 euro nominali costano 9.700 euro; un prezzo di 104, che ne costano 10.400.
Il prezzo cambia ogni giorno, soprattutto in base ai rendimenti di mercato: se dopo l’emissione i nuovi titoli pagano di più, quelli vecchi scendono di prezzo, e viceversa. Per chi compra ha due conseguenze:
- la cedola non è il rendimento: un BTP comprato sotto 100 rende più della sua cedola, uno comprato sopra 100 rende meno. La differenza la spiega l’articolo su cedola e rendimento;
- chi vende prima della scadenza incassa il prezzo del giorno, che può essere più alto o più basso di quello pagato, come mostra l’articolo su vendere un BTP prima della scadenza.
Il prezzo di Borsa è il corso secco, senza gli interessi maturati. Se compri fra due cedole paghi in più al venditore il rateo, la parte di cedola maturata dall’ultimo pagamento, e lo recuperi con la cedola successiva, che incassi per intero, come spiega Borsa Italiana.
Le famiglie di BTP
Accanto al BTP classico a tasso fisso, il Tesoro emette titoli con regole diverse. Tutti si chiamano BTP, ma non funzionano allo stesso modo:
| Famiglia | Come paga | In sintesi |
|---|---|---|
| BTP | cedola fissa ogni sei mesi | il titolo di base, da 18 mesi a 50 anni |
| BTP Green | cedola fissa ogni sei mesi | i soldi finanziano spese con obiettivi ambientali |
| BTP Valore | cedole che crescono nel tempo | per i risparmiatori, collocato a 100 senza commissioni |
| BTP Più e BTP Futura | cedole che crescono nel tempo | emissioni per i risparmiatori con condizioni proprie |
| BTP Italia | cedole e capitale legati all’inflazione italiana | protegge dall’aumento dei prezzi in Italia |
| BTP€i | cedole e capitale legati all’inflazione europea | protegge dall’aumento dei prezzi nell’area euro |
Le condizioni speciali dei titoli per i risparmiatori, come un premio finale o un’opzione di rimborso anticipato, di solito valgono solo per chi li ha comprati all’emissione e li tiene fino alla scadenza. Come funziona l’emissione di ottobre 2026 lo racconta l’articolo sul BTP Valore; i titoli legati all’inflazione hanno un funzionamento proprio. Quanti titoli ci sono oggi per ogni famiglia, e come si distribuiscono prezzi e rendimenti, lo mostrano le statistiche dei titoli quotati.
Come nascono: le aste
I BTP vengono emessi con aste periodiche, secondo un calendario annunciato dal Tesoro, che trovi nel calendario delle emissioni. Alle aste partecipano direttamente solo banche e intermediari autorizzati; il risparmiatore che vuole comprare all’emissione lo chiede alla propria banca, che partecipa per suo conto. Il prezzo non è fissato in anticipo: lo decide l’asta.
Spesso il Tesoro non crea un titolo nuovo ma riapre un BTP già esistente, cioè ne emette altre quantità con la stessa cedola e la stessa scadenza. Per questo lo stesso titolo può essere venduto in più aste, a prezzi diversi.
Fanno eccezione i collocamenti dedicati ai risparmiatori, come quelli dei BTP Valore: durano alcuni giorni, si fanno dalla banca, dalle Poste o dall’home banking, il prezzo è 100 e non ci sono commissioni.
Come si comprano dopo l’emissione
Dopo l’emissione i BTP si comprano e si vendono in Borsa, sul mercato di Borsa Italiana dedicato ai titoli di Stato e alle obbligazioni, in qualunque giorno di negoziazione. Servono un conto titoli presso una banca o un broker, l’ISIN del titolo e l’importo nominale. L’operazione si regola, di norma, due giorni lavorativi dopo.
Rispetto all’emissione si paga il prezzo di mercato, il rateo e le commissioni dell’intermediario, che pesano di più sugli importi piccoli: il modo in cui si scelgono intermediario e tipo di ordine per comprare BTP e BOT incide sul risultato.
Quanto rendono
Il rendimento di un BTP dipende soprattutto dalla scadenza: di solito i titoli che durano di più rendono di più, perché chi li compra lega i soldi più a lungo e accetta oscillazioni di prezzo più ampie. Come cambia il rendimento da una scadenza all’altra lo mostra la curva dei rendimenti qui sotto, ricalcolata ogni giorno con i prezzi di chiusura: se i punti salgono verso destra, le scadenze lunghe rendono più di quelle brevi; se scendono, rendono di più le scadenze brevi, un caso meno frequente.
Su BTPfinder ogni BTP ha il suo rendimento a scadenza lordo e netto, calcolato con le ipotesi spiegate nella metodologia. Per confrontarli nel modo giusto, partendo da quando ti serviranno i soldi, c’è la guida su come scegliere un’obbligazione.
Le tasse
I BTP hanno un trattamento fiscale più leggero di molti altri investimenti:
- 12,5% su cedole e guadagni, contro il 26% di azioni, fondi e obbligazioni di banche e imprese;
- bollo dello 0,2% l’anno sul valore del conto titoli, come per gli altri investimenti;
- esenzione dall’imposta di successione;
- esclusione dall’ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare, insieme agli altri titoli di Stato e ai buoni postali, secondo l’INPS.
Nel regime più diffuso, quello amministrato, la tassazione dei BTP è automatica: le tasse le trattiene la banca o il broker.
I rischi
Un BTP è un prestito allo Stato, e come ogni prestito ha dei rischi:
- che lo Stato non rispetti gli impegni, in tutto o in parte: è il rischio di credito, quello che i mercati misurano con lo spread;
- che il prezzo scenda quando i rendimenti salgono: conta se devi vendere prima della scadenza;
- che l’inflazione superi il rendimento, facendo perdere potere d’acquisto, soprattutto con i titoli a tasso fisso di lunga durata;
- che il titolo sia poco scambiato, e quindi più difficile da rivendere a un buon prezzo.
Chi tiene un BTP fino alla scadenza elimina il secondo rischio, non gli altri.
Domande frequenti
Cosa sono i BTP, in parole semplici?
Sono prestiti che fai allo Stato italiano. Lo Stato ti paga un interesse fisso ogni sei mesi, la cedola, e alla scadenza ti restituisce il valore nominale. Durano da 18 mesi a 50 anni e si comprano da 1.000 euro.
Cosa vuol dire BTP?
Buoni del Tesoro Poliennali. "Poliennali" indica che durano più anni, a differenza dei BOT, i Buoni Ordinari del Tesoro, che durano al massimo un anno e non pagano cedole.
Ogni quanto paga la cedola un BTP?
Ogni sei mesi. La cedola annua si divide in due rate uguali: un BTP con cedola del 4% paga il 2% del valore nominale ogni semestre, cioè 200 euro lordi ogni 10.000 euro nominali.
Quanto costa comprare un BTP?
Il taglio minimo è di 1.000 euro nominali. In Borsa si paga il prezzo di mercato del giorno, espresso su base 100, più il rateo di cedola maturato e le commissioni dell’intermediario. Nei collocamenti dedicati ai risparmiatori, come quelli dei BTP Valore, il prezzo è 100 e non ci sono commissioni.
Si possono perdere soldi con i BTP?
Sì, in alcuni casi. Se vendi prima della scadenza a un prezzo più basso di quello pagato, la perdita è reale. Se lo tieni fino alla scadenza ricevi il rimborso previsto, a meno che lo Stato non rispetti i suoi impegni; resta il rischio che l’inflazione superi il rendimento.
Come sono tassati i BTP?
Cedole e guadagni pagano il 12,5%, contro il 26% della maggior parte degli altri investimenti finanziari. Sul conto titoli si paga il bollo dello 0,2% l’anno. I titoli di Stato sono esenti dall’imposta di successione e, fino a 50.000 euro per nucleo familiare, esclusi dal calcolo dell’ISEE.