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Capire i titoli di Stato

Vendere un BTP prima della scadenza: cosa succede?

Un BTP si può vendere in ogni momento, ma al prezzo di mercato: quanto si può guadagnare o perdere, perché conta la scadenza, tasse e costi, con esempi in euro.

di Matteo Todeschi · · 6 min di lettura

In breve

  • Un BTP si può vendere in qualunque giorno di Borsa, tramite la banca o il broker, ma al prezzo di mercato di quel giorno: il rimborso a 100 è previsto solo alla scadenza.
  • Il prezzo scende quando i rendimenti di mercato salgono e sale quando scendono. Più è lontana la scadenza, più il prezzo si muove.
  • Con 10.000 euro in un BTP a 10 anni comprato a 100, se dopo un anno i rendimenti salgono di un punto la vendita chiude con circa 437 euro in meno, cedole comprese. Con un BTP a 2 anni il risultato resterebbe positivo, circa 205 euro.
  • Chi non vende non realizza la perdita: avvicinandosi alla scadenza il prezzo torna verso 100, se lo Stato rispetta gli impegni.
  • Alla vendita si paga il 12,5% sull’eventuale guadagno di prezzo, oltre alle commissioni. Una perdita non riduce le tasse sulle cedole: si recupera solo su guadagni futuri, entro quattro anni.

Un BTP ha una data di rimborso, ma nessuno obbliga ad aspettarla: si può vendere in Borsa in qualunque giorno. La domanda vera è a quale prezzo. Il valore che vedi sul conto titoli può essere diverso sia da quello che hai pagato sia dai 100 che lo Stato rimborserà alla scadenza.

Si può vendere un BTP prima della scadenza?

Sì. I BTP sono quotati sul mercato di Borsa Italiana dedicato ai titoli di Stato e alle obbligazioni, e si vendono con un ordine dal conto titoli, online o in filiale. Servono l’ISIN del titolo, il valore nominale da vendere, in multipli del lotto minimo di 1.000 euro, e il tipo di ordine: al prezzo di mercato o con un prezzo minimo. Il denaro arriva sul conto di norma due giorni lavorativi dopo.

Oltre al prezzo, chi compra ti versa il rateo, cioè la parte di cedola maturata dall’ultimo pagamento: gli interessi fino al giorno della vendita restano tuoi. Le cedole già incassate, ovviamente, anche.

Vale anche per i titoli pensati per i risparmiatori, come i BTP Valore: si vendono come gli altri, ma chi li ha comprati in emissione e vende prima della scadenza perde l’eventuale premio finale riservato a chi li tiene fino alla fine.

Perché il prezzo cambia

Il prezzo di un BTP già in circolazione si muove con i rendimenti di mercato. Se dopo il tuo acquisto lo Stato paga di più sui nuovi titoli, un BTP con la tua cedola diventa meno interessante e il suo prezzo scende, finché il suo rendimento non si allinea a quello dei nuovi. Se i rendimenti scendono, succede il contrario e il prezzo sale.

I rendimenti non dipendono solo dai tassi della BCE: contano anche l’inflazione attesa e il giudizio dei mercati sul debito italiano. La Banca d’Italia distingue per questo il rischio di tasso dal rischio di credito. Una cedola invariata non implica un prezzo invariato.

Quanto si può guadagnare o perdere

Un esempio con 10.000 euro nominali comprati a 100, cedola del 3%, rendimento iniziale del 3,02% annuo. Dopo un anno hai incassato due cedole, 300 euro lordi, e i rendimenti di mercato sono saliti o scesi di un punto. Ecco prezzo e risultato se vendi in quel momento, cedole comprese, con i rendimenti saliti di un punto (+1) o scesi di un punto (-1):

Durata Prezzo +1 Risultato Prezzo -1 Risultato
2 anni 99,05 +205 € 100,97 +397 €
5 anni 96,40 -60 € 103,78 +678 €
10 anni 92,63 -437 € 108,09 +1.109 €
30 anni 83,19 -1.381 € 121,62 +2.462 €

Gli importi sono lordi e non contano rateo e commissioni. Due cose si leggono subito:

  • la durata cambia tutto: lo stesso movimento dei rendimenti sposta di poco il prezzo di un BTP a 2 anni e di oltre il 16% quello di un BTP a 30 anni;
  • guadagni e perdite non sono simmetrici: a parità di movimento dei rendimenti, il prezzo sale un po’ di più di quanto scende. È un effetto che pesa soprattutto sulle scadenze lunghe.

La durata conta più della cedola

La misura che riassume questa sensibilità è la duration modificata: di quanto varia il prezzo, in percentuale, per ogni punto di variazione dei rendimenti. Un BTP con duration 8 perde circa l’8% se i rendimenti salgono di un punto e guadagna circa l’8% se scendono. La duration cresce con la scadenza e, a parità di scadenza, è un po’ più alta per i titoli con cedola bassa, come spiega Borsa Italiana.

Il riquadro in cima alla pagina mostra la duration di alcuni BTP quotati oggi. Per uno scenario preciso, con la variazione dei rendimenti che vuoi provare, c’è il simulatore di sensibilità in fondo alla pagina. Come cambiano i rendimenti da una scadenza all’altra lo mostra la curva dei rendimenti.

Se aspetti la scadenza

Una perdita sulla carta diventa reale solo se vendi. Avvicinandosi alla scadenza, il prezzo di un BTP ordinario torna verso 100, perché manca sempre meno al rimborso. Il BTP a 10 anni dell’esempio, se dopo il rialzo i rendimenti restassero fermi, avrebbe questo prezzo:

Anni alla scadenza Prezzo
9 92,63
7 94,05
5 95,58
3 97,25
1 99,05
alla scadenza 100

Aspettare però non è gratis. Nel frattempo il titolo continua a pagare la sua cedola del 3%, mentre i nuovi BTP ne pagano circa il 4%: la differenza è il prezzo dell’attesa. È anche il motivo per cui, a parità di scadenza, vendere in perdita per comprare un titolo che rende di più cambia poco: il prezzo più basso del titolo vecchio riflette proprio il rendimento più alto dei nuovi. A fare la differenza, in quel caso, sono tasse e costi.

Restano inoltre i rischi dei BTP che il tempo non toglie: che lo Stato non rispetti gli impegni, che l’inflazione superi il rendimento, che i soldi servano prima del previsto.

Tasse e costi quando vendi

  • Se vendi in guadagno, paghi il 12,5% sulla differenza fra prezzo di vendita e prezzo di acquisto. Nell’esempio del BTP a 10 anni con i rendimenti scesi di un punto, su un guadagno di prezzo di 809 euro la tassa è di circa 101 euro.
  • Se vendi in perdita, la perdita è una minusvalenza: non riduce le tasse già trattenute sulle cedole, perché fiscalmente appartengono a categorie diverse. Si può usare per ridurre le tasse su guadagni futuri dello stesso tipo, nell’anno e nei quattro successivi; nel regime amministrato la banca o il broker la conservano e la applicano da soli.
  • Le commissioni dell’intermediario si pagano a ogni operazione e riducono il risultato, tanto più quanto è piccolo l’importo.
  • La differenza fra prezzo in acquisto e in vendita sul mercato è un costo nascosto: è minima sui titoli molto scambiati e più ampia su quelli con pochi scambi.

Come funzionano in dettaglio cedole, guadagni e bollo lo spiega l’articolo sulla tassazione dei BTP. Sul rendimento che vedi su BTPfinder: è calcolato per chi tiene il titolo fino alla scadenza, quindi non promette il risultato di una vendita anticipata, come spiega l’articolo su cedola e rendimento.

Domande frequenti

Si può vendere un BTP prima della scadenza?

Sì. I BTP sono quotati in Borsa e si possono vendere in qualunque giorno di negoziazione, con un ordine dal conto titoli presso la banca o il broker. Il prezzo è quello di mercato del momento, che può essere più alto o più basso di quello pagato.

Vendendo un BTP prima della scadenza si perdono soldi?

Non necessariamente. Si perde se il prezzo di vendita, più le cedole incassate, è più basso di quanto si è speso. Succede soprattutto quando i rendimenti di mercato sono saliti dopo l’acquisto; se sono scesi, la vendita può chiudere con un guadagno.

Quanto può scendere il prezzo di un BTP?

Dipende soprattutto dalla durata. Una regola pratica: il prezzo varia di circa la duration modificata, in percentuale, per ogni punto di variazione dei rendimenti. Un BTP con duration 8 perde circa l’8% se i rendimenti salgono di un punto; uno con duration 1 circa l’1%.

Se vendo un BTP, le cedole già incassate restano mie?

Sì. Le cedole pagate prima della vendita restano a chi le ha incassate. In più chi compra versa al venditore il rateo, cioè la parte di cedola maturata dall’ultimo pagamento, al netto della tassa.

Come sono tassati i guadagni se vendo un BTP?

Il guadagno fra prezzo di acquisto e prezzo di vendita è tassato al 12,5%, come le cedole. Se invece si vende in perdita, la perdita è una minusvalenza: non riduce le tasse già pagate sulle cedole e si può usare solo contro guadagni futuri dello stesso tipo, entro il quarto anno successivo.

Tenere il BTP fino alla scadenza elimina ogni rischio?

No. Toglie il rischio di dover vendere a un prezzo basso, ma restano il rischio che lo Stato non rispetti gli impegni e la perdita di potere d’acquisto se l’inflazione è più alta del rendimento. E serve poter fare a meno di quei soldi fino alla scadenza.

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