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Capire i titoli di Stato

Titoli di Stato e ISEE: l’esclusione fino a 50.000 euro

BTP, BOT, buoni e libretti postali fino a 50.000 euro per famiglia non contano nell’ISEE: quali titoli rientrano, quale data conta e come si indica nella DSU.

di Matteo Todeschi · · 4 min di lettura

In breve

  • Dal 2025 titoli di Stato italiani, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale non contano nel patrimonio dell’ISEE fino a 50.000 euro in tutto per nucleo familiare.
  • Il limite vale per la famiglia, non per ciascun componente, e comprende insieme titoli e prodotti postali. La parte oltre i 50.000 euro si dichiara come prima.
  • Conta quello che si possedeva al 31 dicembre del secondo anno prima della DSU: per una DSU del 2026, i titoli al 31 dicembre 2024.
  • Restano esclusi dall’agevolazione i titoli di altri Stati, le obbligazioni di banche e imprese e i fondi o ETF, anche se investono in BTP.
  • In una famiglia di tre persone con 60.000 euro in BTP e 10.000 sul conto, l’esclusione abbassa l’ISEE di circa 4.900 euro.

Dal 2025 i titoli di Stato italiani contano meno nell’ISEE. BOT, BTP e gli altri titoli dello Stato, insieme ai buoni fruttiferi postali e ai libretti di risparmio postale, sono esclusi dal patrimonio fino a 50.000 euro in tutto per nucleo familiare. La regola è in vigore dal 5 marzo 2025 e le DSU che la applicano si presentano dal 3 aprile 2025, come spiega l’INPS.

Per chi chiede prestazioni legate all’ISEE, come l’assegno unico, le agevolazioni universitarie o i bonus per la famiglia, la differenza può essere di qualche migliaio di euro di indicatore.

Cosa dice la regola

La norma è il comma 4-bis dell’articolo 5 del regolamento ISEE, introdotto dal decreto del Presidente del Consiglio n. 13 del 14 gennaio 2025. Dal patrimonio mobiliare sono esclusi, “nel limite complessivo di 50.000 euro”:

  • i titoli di Stato italiani;
  • i buoni fruttiferi postali, compresi quelli trasferiti allo Stato;
  • i libretti di risparmio postale.

La circolare INPS n. 73 del 3 aprile 2025 chiarisce che il limite è per nucleo familiare. Se nella famiglia due persone hanno 40.000 euro di BTP ciascuna, l’esclusione vale per 50.000 euro, non per 80.000: i restanti 30.000 si dichiarano come prima.

Quali titoli rientrano e quali no

Rientrano tutti i titoli emessi dallo Stato italiano: BOT, BTP, BTP Italia, BTP€i, BTP Valore, BTP Green e CCT. Su BTPfinder sono quelli della tabella dei titoli.

Restano fuori:

  • i titoli di Stato di altri Paesi, come i Bund tedeschi o gli OAT francesi;
  • le obbligazioni di banche, imprese e organismi sovranazionali;
  • le quote di fondi comuni ed ETF, anche quando investono solo in titoli di Stato italiani;
  • i conti correnti, i conti deposito e i depositi bancari.

Quale data conta

Nella DSU, la dichiarazione da cui si calcola l’ISEE, il patrimonio si indica alla data del 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione. Per una DSU presentata nel 2026 contano i titoli posseduti al 31 dicembre 2024.

Ne segue che comprare titoli di Stato oggi non cambia l’ISEE di quest’anno: un BTP acquistato nel 2026 entra nel conto con la DSU del 2028. Fa eccezione l’ISEE corrente, che si può chiedere quando la situazione è cambiata da poco e guarda al 31 dicembre dell’anno precedente.

Come si indica nella DSU

Nella DSU compilata a mano, la circolare INPS spiega che il valore di titoli di Stato, buoni e libretti postali si può ridurre o non indicare nel quadro del patrimonio mobiliare, fino a 50.000 euro per il nucleo. La parte che supera questa soglia va riportata come prima.

Nella DSU precompilata, quella che l’INPS prepara con i dati dell’Agenzia delle Entrate, la circolare di aprile 2025 chiedeva al dichiarante di eliminare o ridurre lui stesso quei valori. Dal giugno 2025, secondo il messaggio INPS n. 1895, la riduzione viene applicata in automatico. In entrambi i casi il quadro del patrimonio si può controllare prima dell’invio, e un CAF può farlo per conto della famiglia.

Quanto cambia l’ISEE: un esempio

L’ISEE somma al reddito della famiglia il 20% del suo patrimonio, tolte alcune franchigie, e divide il risultato per un coefficiente che dipende da quante persone ci sono nel nucleo. Per una famiglia di tre persone il coefficiente è 2,04 e la franchigia sul patrimonio mobiliare è di 10.000 euro.

Prendiamo una famiglia di tre persone con 60.000 euro in BTP e 10.000 euro sul conto corrente. Il reddito è lo stesso nei due casi, quindi guardiamo solo la parte di ISEE che viene dal patrimonio:

Prima Con l’esclusione
BTP dichiarati 60.000 € 10.000 €
Conto corrente 10.000 € 10.000 €
Meno la franchigia -10.000 € -10.000 €
Patrimonio mobiliare che conta 60.000 € 10.000 €
20% del patrimonio 12.000 € 2.000 €
Effetto sull’ISEE, diviso per 2,04 5.882 € 980 €

L’ISEE della famiglia scende di circa 4.900 euro. Con 50.000 euro in BTP invece di 60.000, la parte del patrimonio mobiliare si azzererebbe del tutto.

L’esempio riguarda l’ISEE ordinario. Dal 2026 alcune prestazioni per le famiglie usano un indicatore con correttivi in parte diversi, che l’esempio non considera.

Cosa non cambia

L’esclusione riguarda solo l’ISEE. Le altre regole dei titoli di Stato restano le stesse:

  • su cedole e guadagni si paga il 12,5%, come spiega l’articolo sulla tassazione dei BTP;
  • sul conto titoli si paga il bollo dello 0,2% l’anno;
  • i titoli di Stato sono esenti dall’imposta di successione.

Spostare risparmi in titoli di Stato resta una scelta di investimento, oltre che di ISEE: contano quando serviranno i soldi e quanto può oscillare il prezzo se si vende prima. Il metodo è nella guida su come scegliere un’obbligazione; come funzionano i titoli lo spiega l’articolo su cosa sono i BTP.

Domande frequenti

I BTP contano nell’ISEE?

Fino a 50.000 euro per nucleo familiare no. Dal 2025 i titoli di Stato italiani, insieme ai buoni fruttiferi postali e ai libretti di risparmio postale, sono esclusi dal patrimonio mobiliare dell’ISEE entro questo limite complessivo. La parte che supera i 50.000 euro va dichiarata.

Il limite di 50.000 euro è per persona o per famiglia?

Per famiglia. Il limite è complessivo per tutto il nucleo familiare della DSU e comprende insieme titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale.

Quali titoli sono esclusi dall’ISEE?

I titoli di Stato italiani, come BOT, BTP, BTP Italia, BTP Valore e CCT, oltre ai buoni fruttiferi postali e ai libretti di risparmio postale. Non rientrano i titoli di altri Stati, le obbligazioni di banche e imprese e le quote di fondi o ETF, anche se investono in titoli di Stato.

Se compro BTP oggi, l’ISEE scende subito?

No. Nella DSU si indica il patrimonio al 31 dicembre del secondo anno precedente: per una DSU presentata nel 2026 conta quello al 31 dicembre 2024. Titoli comprati nel 2026 entrano nel conto con la DSU del 2028. Con l’ISEE corrente si guarda invece al 31 dicembre dell’anno precedente.

Come si escludono i titoli di Stato nella DSU?

Nella DSU compilata a mano si riduce, o non si indica, il valore di quei rapporti nel quadro del patrimonio mobiliare, fino a 50.000 euro per il nucleo. Nella DSU precompilata la circolare INPS di aprile 2025 chiedeva al dichiarante di fare la riduzione; secondo il messaggio INPS n. 1895 del giugno 2025 viene applicata in automatico.

L’esclusione dall’ISEE cambia le tasse sui BTP?

No. Riguarda solo il calcolo dell’ISEE. Su cedole e guadagni si paga sempre il 12,5%, e sul conto titoli il bollo dello 0,2% l’anno.

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