I titoli di Stato italiani quotati in Borsa si dividono in famiglie. Cambiano durata, modo di pagare gli interessi e pubblico a cui sono pensati.
- BOT: durano al massimo 12 mesi e non pagano cedole. Si comprano sotto 100 e alla scadenza rimborsano 100: la differenza è l’interesse.
- BTP: durano da 2 fino a 50 anni e pagano una cedola fissa ogni sei mesi.
- BTP Green: funzionano come i BTP, ma lo Stato usa quanto raccoglie per finanziare spese pubbliche con obiettivi ambientali.
- BTP Valore, BTP Futura e BTP Più: emessi per i risparmiatori, con cedole che crescono nel tempo. Premi e opzioni particolari valgono solo per chi li ha sottoscritti all’emissione: chi li compra dopo, in Borsa, non li riceve.
- BTP Italia e BTP€i: legati all’inflazione, italiana per i primi ed europea per i secondi. Hanno una mini-guida dedicata.
Cosa hanno in comune
L’emittente è sempre lo Stato italiano, il taglio minimo è di 1.000 euro e la tassazione è la stessa, come vedremo nella mini-guida sulle tasse. Per questo, più del nome, contano la scadenza, la cedola e il prezzo a cui li compri.